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Le tecniche di base: | Come l'alfabeto a scuola le tecniche di base (Posizioni, parate, pugni, calci) servono al praticante come fondamento per eseguire tecniche più avanzate. Vanno allenate con costanza a tutti i livelli; più solide sono le basi più elegante ed efficace risulta il gesto tecnico del praticante. |
Le tecniche di posizione: | Conferiscono all'allievo la capacità di muoversi mantenendosi sempre in equilibrio. Le tecniche di posizione sono suddivise in tre livelli dalla cintura bianca alla nera e sono contraddistinte dai nomi degli animali che imitano. Nel primo livello ci sono le posizioni: attenti, attesa, cavallo, drago, fenice, pantera, pitone, gatto, cobra, gru. Nel secondo livello: orso, tigre, airone, elefante, leopardo, tartaruga, leone, coccodrillo, scimmia. Nel terzo livello: laterale, frontale (drago alta), fenice (alta), elefante (alta), coccodrillo (alta), gru (alta). |
Le tecniche di parata: | Semplici, doppie, a due mani. Sono quelle tecniche che permettono di intercettare ed evitare i colpi dell'avversario. Nelle loro diverse applicazioni coprono tutti i possibili attacchi alti o bassi che siano. Suddivise in livelli a seconda del grado, una buona parata è alla base di un efficace contrattacco. |
Le tecniche di pugno: | Rappresentano i più comuni attacchi portati con gli arti superiori. Eseguiti in abbinamento a determinate parate sono indirizzati, a seconda del tipo di pugno, a bersagli ben precisi, che verranno raffinati nei livelli più avanzati con lo studio dei punti vitali. |
Le tecniche di calcio: | | Fanno parte delle tecniche cosiddette a "lunga distanza"; ricoprono un ruolo importante nel combattimento in quanto rappresentano i colpi di preparazione all'ingresso sotto la guardia dell'avversario. Portati con gamba avanti e gamba dietro (seconda della distanza dall'avversario) i calci sono suddivisi in due categorie: Calci controllati: frontale, laterale, indietro, uncinato, uncinato indietro;calci senza controllo: ascia, circolare lanciato, coda di tigre, 360° indietro. Entrambe le categorie di calci sono molto efficaci. |
Le tecniche di calcio in volo: |  | Gli stessi calci descritti in precedenza vengono eseguiti in volo per colpire bersagli più lontani (o più alti). Queste tecniche sono molto temute in quanto consentono di applicare tutto il peso del corpo provocando un impatto superiore a qualsiasi altra tecnica. |
Le tecniche di difesa personale: | Le difese personali non richiedono particolari doti fisiche, si adattano quindi ad ogni praticante. Indirizzate particolarmente alle donne, sempre più spesso vittime di violenze, infondono sicurezza in chi le pratica. Ogni singola difesa contiene una notevole quantità di tecniche che solo con il tempo e con la pratica possono essere comprese ed interiorizzate in modo da essere istintive. Le cinture superiori, infatti, eseguono le difese d'istinto contro gli attacchi di uno o più avversari, e per il conseguimento della cintura nera il praticante si deve difendere bendato. |
Le tecniche di combattimento: | | Spazzate, spazzate di sacrificio, proiezioni e forbici sono quelle tecniche che, una volta a contatto con l'avversario, completano l'azione portandolo a terra. Di tutte queste tecniche quelle che più caratterizzano le arti marziali vietnamite sono le tecniche di forbici, anticamente usate per disarcionare i cavalieri nemici; oggi sono usate nei combattimenti agonistici (portate a livello del bacino) o nelle dimostrazioni ( portate al collo: molto spettacolari, ma richiedono un lungo periodo di allenamento) |  |
Le tecniche di caduta: | | Completano il bagaglio tecnico dell'atleta. Quelle acrobatiche (ruota, rondata, ruota 1 e 1/4, salto mortale, flik - flak) richiedono una buona preparazione atletica, sono molto spettacolari nelle dimostrazioni; quelle più semplici, ma non meno efficaci possono essere utili anche nella vita di tutti i giorni evitando i danni di una caduta accidentale. Aiutano infine a sconfiggere la paura del vuoto. | Le forme (Quyen): | Rappresentano il metodo più antico di allenamento marziale. Sono all'apparenza una sequenza di attacchi, ma nascondono in realtà centinaia di tecniche, per questo motivo di ogni forma se ne studia l'applicazione. Eseguendo le forme il praticante non tiene solo allenato il proprio corpo ma crea una sinergia corpo - mente finalizzata ala raggiungimento dell'unione di queste due entità, obbiettivo primario delle arti marziali. Ad ogni esecuzione della stessa forma l'allievo può scoprire un nuovo aspetto fino a quel momento ignorato. I nomi delle forme possono derivare da nomi di animali, di luoghi, o da nomi di Maestri. Le prime sei forme studiate dalla cintura bianca alla cintura nera sono: la forma del drago e della tigre (in quattro direzioni), la forma del bambino re, la forma dell'antico albero, la forma del Maestro Monaco, la forma della scimmia e la forma della fenice. |
Le armi tradizionali: | Allo studio delle tecniche a "mano nuda" fin qui descritte, il praticante che volesse arricchire ulteriormente il proprio bagaglio tecnico, può affiancare lo studio delle armi tradizionali. Suddivise principalmente in "corte" e "lunghe" le oltre 26 armi tradizionali, sono inoltre suddivise in "senza lama" o "con lama" (dette anche armi nobili). La prima categoria, ovvero le armi senza lama erano in passato utilizzate dai contadini come strumenti di lavoro, solo in seguito sono state utilizzate come armi. Ad esempio il bastone corto snodato, reso famoso da Bruce Lee nei suoi film, era in passato l'utensile usato dai contadini per battere il riso. Le armi nobili invece erano destinate ai guerrieri. Tra le principali armi lunghe citiamo: il bastone, la lancia. l'alabarda; tra quelle corte: il bastone corto snodato, la scimitarra, la spada a doppio taglio. L'allenamento con le armi richiede una cura particolare in quanto si ha a che fare con un "corpo estraneo", che deve diventare, con la pratica, un normale prolungamento delle nostre braccia. |  |
Le tecniche di rottura: | Non servono a misurare la propria forza, ma sono un test del livello di crescita. Per eseguire una corretta tecnica di rottura la forza non serve a nulla, si devono saper combinare: concentrazione, determinazione, respirazione ed energia. In questo modo si è sicuri di non correre rischi nell'esecuzione della tecnica. Non esiste un vero e proprio allenamento per le tecniche di rottura; infatti una volta appresa la tecnica corretta tutto sta nella capacità di concentrazione che, abbinata alla giusta tecnica di respirazione, è il mezzo per convogliare l'energia (che ognuno di noi ha) nel punto dell'impatto. E' chiaro quindi che una tecnica di rottura non si può improvvisare ma è frutto di una crescita che si può ottenere solo con la costanza nella pratica delle arti marziali. |
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